Perchè " Di anestesie e di altri pretesti" ?


La scrittura è il reticolato dal quale non si fugge. Il lettore, il vero lettore, inciampando ne rimane ingabbiato. No, non per sempre.

L'inciampo è pretesto, pretesto di avvio di un processo di liberazione. È un processo di costruzione e di costruzione creativa: il pensiero liberante, unica cesoia di libertà. Il pensiero è consapevolezza, è il pizzico alle corde più profonde, è melodia ed armonia insieme.



"Anestesia" è l'innescarsi di questo processo, sviluppando una catarsi riflessiva che è presa di posizione.                                                 Quindi: pensiero ed emozione come anestesia. 
Gli “altri pretesti” sono le note sul vostro pentagramma, la sfera emozionale nel quale calate il pensiero: occasioni quotidiane. Se non pensi, non funzioni. Evitare la catastrofe è l’imperativo categorico. 

Letteratura,arti figurative e relazionali, musica, poesia, cinema, teatro. Anestesie d'effetto, elaboratori e laboratori di pensiero. Unico antidoto alla catastrofe.

Attraverso pensieri, immagini, interviste, critiche, annotazioni a margine, si arriva a suscitare emozioni, stimolare il pensiero, a fornire spunti creativi,ad innescare processi.
Immaginare,creare,legarsi tra le corde delle parole e poi sciogliersi con l'onda fluente del pensiero.



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